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La regina che verrà

di Crampi Sportivi

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…ma il caldo è estivo, il sole (come già detto) esplosivo calando sembra gonfiarsi, posizionato com’è alle 15.35 a circa quaranta gradi sopra i parapetti 0 dello Stadium; e il GrandStand Court, attiguo al lato E dello Stadium, è tagliato di netto dalla famosa ombra GrandStand pomeridiana che in questo momento Jim Courier sta usando per vivisezionare Kenneth Carlsen sotto gli occhi degli avventori del Racquets [ndr: il ristorante a vetri tra GrandStand e Stadium]… e dei seimila e passa spettatori i cui fischi e applausi nazionalistici si insinuano in buona parte nella piega sonica dello Stadium facendo da colonna sonora stridente e surreale agli scambi di Sampras e Philippoussis che intanto si riscaldano.

Il tennis Come esperienza religiosa, David Foster Wallace, 1996

Se esattamente un anno fa l’interrogativo poteva essere “riuscira’ Serena Williams a completare il Grande Slam?”, quest’anno la domanda è piuttosto “chi può vincere gli US Open?”.

Vero è che Serena ha rallentato la sua corsa, ma rispetto ad un anno fa i giochi si sono riaperti: la stagione in corso ha confermato l’ascesa ai primi posti della classifica di giocatrici capaci di battere la numero 1, tentare l’assalto alla corona WTA e lottare per una vittoria Slam.

Ecco dunque un’analisi sintetica di come Williams e le sue probabili avversarie arrivano a giocarsi gli US Open 2016, ultimo appuntamento Slam di stagione.

Nella lista non ci sono Belinda Bencic (WTA Rank: 26) e Eugenie Bouchard (40), rivelazioni della passata stagione che quest’anno non hanno confermato attese e prestazioni. Non ci sono nemmeno Johanna Konta (14) e Daria Kasatkina (24), che pure hanno fatto un 2016 molto buono e sembrano pronte per un risultato di prestigio.

È invece rappresentata la generazione delle “ex giovanissime, ovvero Kerber, Radwanska e Kvitova, che continuano a non vincere ma sono sempre a ridosso delle prime posizioni (in particolare Kerber).

Ci sono infine le newcomers, non più sorprese, Muguruza, Keys e Pliskova: difficile dire che una tra loro possa vincere New York quest’anno, più facile pronosticare che una delle tre diventi nel prossimo futuro la nuova numero 1 del tennis femminile.

Infine, gli US Open: il torneo più difficile fra i difficili, dove caldo, sudore, e rumore si fondono insieme fino a fare impazzire folla e giocatori. Ci sono gli avversari e c’e’ New York, citta’ ribollente che entra in campo, con le ombre di fine estate che si allungano a tagliare netto i campi di Flushing Meadow.

Raramente gli US Open regalano vincitrici a sorprese, più spesso che in altri Slam i valori del ranking WTA vengono confermati: solo quattro volte nelle ultime sedici edizioni ad alzare la coppa è stata una testa di serie non compresa fra le prime 4 (2015 Pennetta, 2011 Stosur, 2009 Clijsters, 2004 Kuznetsova).

Insomma, chi vince qui, o ha già regnato, o è destinata a regnare.

Le prime 10

Serena Williams

(USA, Ranking:1 / Età: 34, 35 a fine settembre)

È ancora la giocatrice da battere, nonostante l’età, l’affacciarsi delle nuove generazioni e i recenti problemi alla spalla che le hanno fatto saltare il Premier di Cincinnati. Quella da battere soprattutto in questo torneo, che ha vinto ben 6 volte, record assoluto per l’era Open, al pari di Chris Evert.

Lo scorso hanno di questi tempi aveva vinto i 3 Slam di stagione insieme ad altri 2 tornei, con 2 sole partite perse. Quest’anno ha raggiunto tutte le finali Slam, ma le sconfitte con Kerber in Australia e Muguruza a Parigi sono un primo segnale del nuovo che verrà. Anche negli altri tornei non ha sempre brillato (vedi Rio, fuori al secondo turno con Svitolina).

Giocherà a New York per vendicare la dolorosa sconfitta ammazza-GrandeSlam infertale lo scorso anno da Roberta Vinci e soprattutto per diventare la sola tennista della storia di questo sport a vincere 23 tornei del Grande Slam.

Angelique Kerber
(GER, R:2 / E:28)

Benche’ abbia gia’ rischiato di diventare la nuova n.1 del ranking (solo la sconfitta con Karolina Pliskova nella recente finale di Cincinnati ha impedito il sorpasso), il 2015 di Kerber e’ stato piuttosto altalenante. Dopo la vittoria a Melbourne ha sbandato fino a meta’ anno, vincendo solo un torneo (Stoccarda in primavera) e perdendo per ben 5 volte al primo turno in tornei “pesanti”: Doha, Indian Wells, Madrid, Roma, Parigi.

Da inizio estate e’ tornata ad essere più competitiva, arrivando in finale, ma perdendo sempre, a Wimbledon, Montreal, Rio e Cincinnati.

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Ad ogni modo, pur gia’ confermandosi da top ten 2015, nessuno poteva immaginarsi un 2016 così al vertice. Ha dimostrato crescente compattezza nel gioco e una migliore tenuta mentale, su tutte le superfici.

Ha disputato tante partite (47), piu’ della meta’ terminate al terzo set (24), possibile un calo fisiologico. Dalla sua, la buonissima stagione sul veloce e l’occasione irripetibile di diventare per la prima volta la numero uno del tennis mondiale davanti ad una platea Slam.

US Open 2015: terzo turno (sconfitta da Azarenka)

Garbine Muguruza
(ESP, R:3 / E:22, 23 ad Ottobre)

Come la Kerber e’ riuscita a vincere il suo primo Slam in carriera, a Parigi contro Serena, ma li si è fermata: prima e dopo ben 8 sconfitte nei primi turni su 14 tornei disputati, e due sole semifinali, a Roma sconfitta dalla Keys e Cincinnati dalla Pliskova. L’impressione e’ che manchi ancora quella cattiveria mentale che, combinata al talento, trasformi in vittorie partite scontate sulla carta.

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In particolare i risultati estivi non sono stati per nulla incoraggianti, soprattutto se paragonati a quelli delle altre top 5 della classifica mondiale: fuori a Wimbledon al secondo turno, fuori al terzo a Rio e la netta sconfitta di Cincinnati. Un buon motivo per credere che Garbine sentirà più di altre il fiato sul collo del rumoroso pubblico di Flushing Meadow.

Solo a tratti e in alcuni match è sembrata ingiocabile, nella finale di Parigi e in Fed Cup contro l’Italia. Credo sia troppo poco per farne la favorita di un torneo cosi duro e faticoso.

Agnieszka Radwanska
(POL, R:4 / E:27)
Aveva chiuso il 2015 con la prestigiosa vittoria nelle finali WTA di Novembre 2015, e aveva iniziato il 2016 con lo stesso passo, vincendo il torneo di Shenzhen e facendo tre semifinali importanti a Melbourne, Doha e Indian Wells.

Poi una lunga serie di piazzamenti ha smorzato l’entusiasmo di quanti pensavano che il suo tennis leggero e atipico, fatto di carezze e smorzate impossibili potesse finalmente risalire la classifica WTA e prevalere sul tennis regolarista e muscolare messo in campo dalle altre top player.

La stagione estiva sul cemento ha purtroppo confermato questo trend negativo (fuori nei primi turni a Montreal, Rio e Cincinnati), in parte riscattata con la recente vittoria di New Heaven.

Benché rientrata fra le prime 4 nell’ultima classifica WTA, dubito che questa sarà la posizione che i bookmakers le assegneranno al momento della pubblicazione delle quote.

Simona Halep
(ROU, R:5 / E:24, 25 a Settembre)

Insieme alla Azarenka (7) e Stephens (25) è l’unica nel 2016 ad aver vinto 3 tornei, tra cui 2 Premier (Madrid e Montreal). Sicuramente la piu’ continua tra le prime 5 del ranking (se escludiamo Serena, che però ha giocato molto meno).

Non benissimo ma in crescendo negli Slam (Australia fuori al primo turno, poi Parigi al quarto turno e Wimbledon nei quarti), sta giocando un’estate ad alti livelli, avendo vinto Bucarest (terra) e Montreal (cemento), perdendo solo da Kerber nelle semifinali a Cincinnati. Non ha giocato Rio.

È ancora alla ricerca del primo Slam dopo la finale persa a Parigi 2015. Proprio la tenuta mentale sara’ da testare sul cemento newyorkese, la differenza di rendimento rispetto al resto dei tornei indica una certa sofferenza alla pressione da “Slam”.

Venus WIlliams

(USA, R:6 / E:36)

È tornata ad affacciarsi nelle top 10 dopo 5 anni, ha rivinto un torneo (Kaohsiung) e raggiunto le semifinali a WImbledon (sconfitta dalla Kerber). Buonissimi risultati, tenuto conto dell’eta’ e dei problemi che negli ultimi anni hanno condizionato prestazioni e classifica.

Può aspirare a un buon torneo, ma ormai le sue vittorie a New York appartengono ad un’altra era tennistica (2000 e 2001) e vederla protagonista sara’ molto difficile.

Victoria Azarenka

(BEL, R:7 / E:27)

Purtroppo Vika non giocherà gli US Open, ma per un evento più che lieto: con l’arrivo della gravidanza ha infatti deciso di interrompere le attività.

Dal punto di vista sportivo dispiace solo perché il 2016 le aveva già portato 3 vittorie: la prima ad inizio anno (Brisbane) e a seguire la difficile accoppiata primaverile sul cemento americano di Indian Wells e Miami.

Vedremo se, come in passato Kim Cljisters e Linsday Davenport, sara’ in grado di tornare fra top tep anche da mamma.

US Open 2015: quarti (sconfitta da Halep)

Roberta Vinci

(ITA, R:8 / E:33)

Roberta ha giocato tanto, 20 tornei con quello in corso a New Haven, ha perso piu’ di quanto avrebbe dovuto, e brillato solo ad inizio anno (vittoria a San Pietroburgo a Febbraio).

L’estate americana e’ stata avara di soddisfazioni, tre sconfitte nei primi turni a Montreal, Rio e Cincinnati. Viste le ultime prestazioni sara’ molto difficile ripetere l’impresa dello scorso anno.

US Open 2015: finale (sconfitta da Pennetta)

Madison Keys

(USA, R:9 / E:21)

Dopo averla battuta in semifinale agli Australian Open 2015, Williams ha detto di Madison Keys: “It was an honour for me to play someone who will be No. 1 in the future”.

A piccoli passi Madison sta arrivando.

Quest’anno ha vinto solo un torneo (Birmingham), ma ha fatto due finali importanti, Roma e Montreal, e le semifinali a Rio, entrando nelle top 10 della classifica WTA.

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Negli Slam non ha brillato – sempre fuori al 4 turno – ma la crescita in questo 2016, dopo un passaggio a vuoto in primavera (3 sconfitte nei primi turni) e’ sembrata costante e “strutturata”.

Perde ancora troppo facilmente con le top 5 (5-1 quest’anno il saldo negativo) e commette ancora un numero di errori non forzati troppo alto, ma l’incoscienza dei suoi colpi a tutto braccio dara’ molto fastidio a chiunque si troverà a sfidarla.    

Svetlana Kuznetsova

(RUS, R:10 / E:31)

Quest’anno è riuscita a tornata nelle prime 10 dopo un’assenza di 6 anni, nei quali è sempre rimasta a ridosso delle prime senza più acuti significativi.

Insieme a Kerber, Azarenka, Muguruza e Svitolina, l’unica in grado di battere Serena Williams nel 2016 (Roma). Fra i risultati più importanti in stagione la vittoria a Sydney e la finale a Miami.

Ha perso spesso da avversarie poi vincitrici del torneo: Azarenka (Miami), Muguruza (Parigi), Williams (Wimbledon), Halep (Montreal), Pliskova (Cincinnati).

Giocatrice sempre molto ostica da incontrare, ha già vinto gli US Open nel 2004 e fatto finale nel 2007.

Le possibili outsiders

Karolina Pliskova
(CZE, R:11 / E:24)

Quando è in giornata, colpi piatti a tutto braccio profondi e pesanti, è un osso duro e lo ha dimostrato a Cincinnati vincendo il torneo e demolendo nell’ordine Kuznetzova, Muguruza e Kerber. Prima, brutte sconfitte nei tre Slam precedenti, una torneo vinto (Nottingham) e una finale (Eastbourne), entrambe su erba.

Come la Keys, ottimo servizio ma troppi errori non forzati. Come la Keys, una scommessa vederla tra le favorite, ma per chiunque un brutto e imprevedibile cliente.

Cibulkova
(SVK, R:13 / E:27)

È rientrata fra le top 15 dopo un 2015 in calo condizionato dall’intervento al tallone d’Achille.

Quest’anno 2 vittorie (Katowice, contro la nostra Giorgi e Eastbourne) e 2 finali (Acapulco, Madrid.

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Petra Kvitova
(CZE, R:15 / E:26)

Ha giocato tantissimo (16 tornei) e male, in totale ha perso ben 9 match fra primo e secondo turno, finendo per uscire dalle prime 10 dopo 6 anni di permanenza ininterrotta. Negli Slam 2016 non ha mai superato il terzo turno. Ha fatto bene solo a Rio, dove è arrivata in semifinale e vinto il bronzo nella finale di consolazione contro la Keys.

Lo scarso rendimento non esclude una buona prestazione a New York: Petra e’ giocatrice da Slam, ha già vinto due volte Wimbledon e sulle superfici veloci e’ fra le favorite in qualsiasi tabellone.

A cura di Davide Giulietti

Crampi Sportivi

Lo sport raccontato dal divano, Zinedine Zidane e Dennis Rodman a cena dal professor Heidegger.
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