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Lanzafame e i suoi fratelli

di Francesco Saverio Balducci

lanzafame

Nel XIX secolo e nella prima parte del XX secolo viaggiare era un evento strettamente legato a persone di ceto elevato. Era da borghesi o aristocratici. Il piacere di esplorare, il voler allargare i confini del proprio planisfero erano tutti propositi ai ranghi della concezione odierna di ‘turismo’. Un continuo confrontarsi con l’approvazione sociale, questo era. Un ingigantirsi di sterili pratiche di status sociale.

Il crollo della borsa di Wall Street rappresenta, in tal senso, l’inizio di un fenomeno di controtendenza. L’introduzione dei congedi non pagati e delle ferie ha favorito una sorta di democratizzazione del turismo, che scalzò definitivamente quello aristocratico.

Icone indiscusse di questa Nouvelle Vague del viaggiare furono i globe-trotter. Quelle proposte da queste figure furono, infatti, traversate improbabili con modi e mezzi improvvisati, spesso finanziati dalla vendita di cartoline illustrate.

Furono le campagne coloniali e imperiali, inoltre, a determinare un desiderio di esplorazione geografica anche tra chi non poteva permetterselo. Il personaggio letterario Phileas Fogg, protagonista del romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni”, scritto da Jules Verne nel 1872, lasciò una traccia indelebile, consegnando ai lettori di tutto il mondo la dimostrazione (quasi) tangibile dell’avanzare di questo fenomeno.

Anche nel calcio, ormai da diverso tempo, ha preso piede questa tendenza. Non servono, infatti, solo i petrodollari o investimenti plurimilionari per muovere il mercato continentale e internazionale.

Pochi gettoni di presenza, la ricerca di nuove motivazioni e la voglia di rimettersi in gioco detta, molto spesso, scelte che ai nostri occhi possono sembrare assurde. Forse non ci sbagliamo. Ma a calcio si gioca sempre con le stesse regole ed equipaggiamento in tutto il mondo, quindi perché non attraversare le frontiere?

Ecco alcuni dei goal-trotter dei giorni nostri, protagonisti di veri voli pindarici, ma poco acclamati dalla critica (e ci mancherebbe!).

Saranno famosi

Stefano Beltrame, Davide Lanzafame e Cristian Pasquato incarnano il profilo di tre giocatori che dall’etichetta di future ‘belle speranze’ sono passati direttamente a un incerto presente. Cresciuti tutti nel vivaio della Juventus, hanno scalato brillantemente la trafila dei vari step giovanili, fino ad arrivare a giocarsi l’occasione di mettersi alla prova a livello di prima squadra, come spesso accade, in prestito.

I tre hanno collezionato un totale di trentadue trasferimenti tra prestiti, infortuni, occasioni sprecate e incomprensioni con gli allenatori. In questa sessione, Beltrame ha scelto il Den Bosh, team olandese che gioca nell’Eerste Divisie (l’equivalente della nostra B); Lanzafame, invece, militerà nell’Honvèd, compagine della massima serie ungherese per la quale fu tesserato anche Ferenc Puskas. Pasquato, vicino al rinnovo del prestito a Pescara, è volato alla volta di Samara, per aggregarsi (insieme all’ex Carpi Mbakogu) al Krylya Sovetov, nella Prem’er-Liga.

Nella Terra di Mezzo

Se doveste fare un giro in Nuova Zelanda non potreste non recarvi nella fattoria degli Alexanders. Peter Jackson e i produttori della New Line Cinema se ne innamorarono nel 1998, durante la ricerca delle location per il “Signore degli Anelli”.

Come Elijah Wood (Frodo) e Ian McKellen (Gandalf), anche Marco Rossi ha deciso di provare l’ebrezza di misurasi con la Terra di Mezzo, trasferendosi ai Wellington Phoenix, club della A-League australiana.

Aspettando Hachim

Trecento secondi. Ecco, cronometro alla mano, il minutaggio di Hachim Mastour in prima squadra nelle ultime due stagioni. Clarence Seedorf, nella stagione 2013/14 decise di aggregarlo alla rosa, senza però farlo scendere mai in campo.

Dopo aver sbaragliato la concorrenza nei Giovanissimi Nazionali, non è mai riuscito a farsi strada anche nella squadra Primavera, sia durate l’era Inzaghi sia in quella targata Brocchi.

Così la decisione di mandarlo in prestito biennale al Malaga, dove, dopo aver giocato soltanto cinque minuti in campionato, ha terminato in anticipo l’avventura spagnola, per ripartire, sempre in prestito, al PEC Zwolle, formazione dell’Eredivise olandese. Il giocatore, naturalizzato marocchino, a soli 18 anni è chiamato già a rincorrere la sua fama, ingigantita da video virali con giocate da vero freestyler, sponsor di multinazionali e, soprattutto, grandi aspettative.

Il caso Van der Vaart

Il Midtjylland ringrazia la pallamano femminile. Estavana Polman, giocatrice sotto contratto con l’Esbjerg, recentemente impegnata con la nazionale olimpica a Rio, è la fidanzata di Rafael Van Der Vaart, guarda un po’, neo-acquisto del club danese.

Il numero zero alle voci ‘gol’ e ‘assist’ nelle sette presenze col Betis Siviglia hanno sicuramente facilitato la cessione dell’olandese. Però, vanno anche considerate le 109 presenze in nazionale, la candidatura al Pallone d’Oro 2011, il passaggio al Real Madrid e una mezza dozzina di trofei vinti. Chissà se sarà funzionale alla corsa verso il secondo successo in campionato per la compagine di Herning.

Sono appena tornato

Ricordate quel celebre spot pubblicitario di una nota compagnia di navi da crociera, dove il calciatore italo-brasiliano Amauri, rimembrando momenti di relax vissuti sull’imbarcazione, esclama: sono appena tornato!

Probabilmente avrà pensato di pronunciare la stessa frase dopo il gol in rovesciata all’esordio con il Fort Lauderdale, squadra dell’omonima cittadina della Florida, militante nella NASL americana, campionato secondario rispetto alla MSL.

Nella società statunitense, che vede Ronaldo tra gli azionisti di minoranza del club, ha deciso di puntare sull’ex giocare di Juventus e Palermo, dopo aver disputato solo otto minuti nell’ultima stagione italiana con il Torino.

Io vi troverò

9 luglio 2012. Warri, Nigeria. Christian Obodo, mentre si stava recando in chiesa, venne rapito con l’intento di estorcere alla famiglia del calciatore un riscatto superiore ai 120mila euro. Il nigeriano, il giorno seguente, riuscì a scappare, cambiando vita e campionato.

Dopo più di un decennio passato in Serie A, il giocatore, vero pupillo di Serse Cosmi (con lui a Perugia, Udine e Lecce), approda nella fredda e lontana Bielorussia, alla Dinamo Minsk, per poi proseguire il valzer in Portagallo, all’Olhanense, e in Grecia, allo Skoda Xanthi.

In questa sessione di mercato è stato acquistato dal Pandurii Targu Jiu, squadra che milita nel massimo campionato romeno. Stargli dietro é davvero difficile insomma, anche se non siete dei rapitori.

Per anni i globe-trotter sono stati considerati delle celebrità. I loro arrivi in città, in maniera del tutto inaspettata, creavano una modesta, autonoma mitologia tutta loro, merito della misteriosa traversata da cui erano reduci. Le loro gesta, oggi, sono sommariamente documentate, ritenute un fenomeno secondario della storiografia moderna. Questo insegna che a lasciare troppe briciole di sé, a varie latitudini del mondo, si rischia di fare da cibo per piccioni, o rimanere vittime del vento.

Articolo a cura di Francesco Saverio Balducci

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