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Pallone, Ritratti

Treccine

di Simone Vacatello

zeroberto

La vita è strana, treccine. A 22 anni il Real Madrid ti porta via dal Brasile e la vita cambia. L’Europa, le competizioni importanti, un prospetto sicuro, la possibilità di vincere la Champions League. D’altronde non ti manca nulla, salti il marcatore come lui se fosse un pasto e tu uno a dieta, e sei veloce come il cavallo che soffia nella tempesta che corre. E poi puoi giocare ovunque, basta che ti mettano sulla fascia. Un anno dopo, però, un allenatore tedesco ti rispedisce in Brasile a metà stagione, e perdi l’unica occasione della tua vita di alzare la Coppa. Ironia della sorte è in Germania che ti vogliono un anno dopo.

Ed è lì che giocherai per più di dieci anni, provando a rivincere quel trofeo senza mai riuscirci, ma vincendo tutto il resto, e migliorando tanto. È lì che farai ammattire l’avversario in tutti i ruoli del centrocampo, non importa neanche più che ti mettano per forza sulla fascia. Ti adatti, non ti fai incastrare. E impari a crossare, e migliori la tua tecnica, anno dopo anno, e ti diverti tanto che, pur di smettere dopo i 40 anni, riporti le treccine a casa.

Con questa testa qui, chi ha detto che tu non possa vincere un titolo a 42 suonati.

 

Simone Vacatello

Simone Vacatello

Direttore e co-fondatore di Crampi Sportivi, collabora anche con Rivista Undici e cura un blog sul Fatto Quotidiano. Quando non può scrivere di supereroi, scrive di pallone.
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Simone Vacatello

Direttore e co-fondatore di Crampi Sportivi, collabora anche con Rivista Undici e cura un blog sul Fatto Quotidiano. Quando non può scrivere di supereroi, scrive di pallone.