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Crampi Sintetici, Pallone, Serie A

Salutare sul binario

di Crampi Sportivi

suso0519

La vetta
Fino a qualche tempo fa alla stazione si poteva andare a salutare sul binario, così mentre il treno iniziava a mettersi in moto c’era sempre qualche nostalgico del “fazzoletto bianco” che mandava l’ultimo bacio, l’ultima informazione, l’ultimo torna presto, a chi partiva. Poi niente, hanno chiuso per i controlli.
Ecco chissà oggi pensando la Juventus sui binari e tutti gli altri sulla banchina a salutare cosa si saranno detti parlottando fitto tra lo scudetto e il finestrino. C’era il Napoli di Insigne che tiene botta ritrovando il suo giocatore simbolo, amato e odiato quanto ogni simbolo; c’era il Milan in cui sboccia definitivamente Suso (che ha fatto un primo gol – uno di due – da urlo ma rigorosamente da pronunciare, dice Piccinini, con l’accento sulla o…), uomo di un derby mancato solo all’ultimo minuto per una zampata di Perisic, sbucato come uguale tra uguali nella selva di maglie indistinguibili sul prato di San Siro.

C’era una Lazio che sotterranea punto a punto si avvicina in alto dove resterebbe, se siete tutti d’accordo, resterebbe pure; c’era la Roma, c’era una volta, o forse erano due, o forse pure venti o trenta gli anni in cui succede, che pensi sia tutto tranquillo, insomma vi siete visti, è tutto a posto, vi capite no? E invece una mattina ti svegli perdi contro un’Atalanta sempre più bella e ti dice Mi dispiace, io parto amore mio, c’è un treno che parte alla tredicesima e non voglio perderlo. E infatti non lo perde, la Juventus, lo prende il treno del +7 e se ne va, si ferma giusto un attimo all’83’ per applaudire Moise Kean, il primo 2000 della storia a esordire in serie A…poi rimette dentro il fazzoletto bianconero e se ne va. Senza voltarsi indietro.

E poi…
Ora sul Sassuolo si può dire di tutto, una squadra messa in piedi con quello che avanza, come quelle coperte di lana che faceva mia nonna con tanti colori diversi, però insomma veniva calda e il freddo non si sentiva. E invece deve sentire freddo un tifoso che ha visto la squadra a Genova farsi sullo 0-2 fino all’85’ e poi perdere in sette minuti 3-2 (doppio Muriel e centesimo di Quagliarella). Insomma #jesuissassuolo, almeno oggi.
In chiave salvezza invece passa il Bologna si fa giusto spaventare dal Palermo privo di grossi calibri ma con un Gastaldello pronto a inguaiare gli emiliani, che con un Viviani finalmente protagonista si prendono tre punti necessari. Il Chievo al minimo salariale lascia il Cagliari a domandarsi una domenica ancora come cercare di non prendere gol, mentre un Torino impreciso che però ha un Belotti in stato di grazia è solo l’ultimo carnefice di un Crotone triste ultimo.

E poi c’è la Fiorentina, quella che non sai mai se è la più piccola delle grandi o la più grande delle piccole, ma che poi ha giocatori come Bernardeschi e Ilicic che vanno a Empoli per passeggiare sui resti di una squadra di casa rimasta nello spogliatoio del Castellani. Derby vinto, primato in Toscana consolidato. E qualche punto per rialzare una classifica bugiarda ma impietosa.

E ora veniamo alle classifiche arbitrarie e velleitarie, quelle che fanno molto meno testo.

I migliori undici della settimana

best11giornata13
Modulo (3-1-3-3): anche detto solito vecchio prefisso Sip

I migliori gol

Felipe Anderson si coordina alla perfezione e poi insacca di mezzo collo al volo.

A Hernanes mancavano le capriole.


Per segnare a Donnarumma devi tirare così.

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