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Alla ricerca del Cerci perduto

di Massimiliano Chirico

cerci

Alessio dove sei? Sono mesi che ti aspettiamo fuori da quelle casette a schiera, accanto all’insegna “Centro Medico A.Palmieri”. Te li ricordi gli ultimi scampoli estivi di un agosto torrido passato a corsetta blanda + skip alto nell’attesa di quella giornata? L’odore di ospedale e la falange oplitica di dottori che ti ha toccato le gambe, testato le caviglie e fatto correre? Ti parlavano con aria rassicurante prima di darti quella bastonata sulla tua condizione fisica. Niente visite mediche superate, quella formalità che significava firma col Bologna e reintegro in Serie A, nel calcio che oggi conta un po’ meno. Niente maglia rossoblu, niente sgroppate sulle corsie laterali, niente Roberto Donadoni, te ne sei tornato mestamente a Madrid, incatenato al contratto che ti lega all’Atletico.

Alessio, come stai? È da un po’ che non abbiamo tue notizie, non ti fai sentire più e nemmeno i giornali ormai parlano più di te. Madrid, Milano, Genova e poi ancora Madrid. Diego Simeone, allenatore capace di trasformare in guerrieri anche i giocatori più improbabili, oggi ti guarda attraverso. Lui che con un semplice cenno delle mani ha ordinato alla dirigenza di staccare 14 milioni di euro formato assegno per portarti in Spagna, lui che ti voleva sulle SUE corsie laterali a pressare i fuoriclasse di Barcellona e Real Madrid spingendoli fino alla linea di confine. Il ginocchio ballerino ora sembra a posto, ripetute, sessioni di allenamento per ritrovare la forma migliore, persa come per incantesimo quando hai deciso di lasciare Torino, quando il piano inclinato della tua carriera ha cominciato a spingerti lontano dai riflettori.

Alessio, a cosa pensi? Che effetto ti fa pensare ai tuoi amori bollenti e violenti di Firenze e Torino? Ai pomeriggi di Roma e all’Europa League, alla maglia del Milan e alle quattro reti col Genoa? Lo senti il formicolìo nelle gambe fino alla punta dei piedi? La voglia di ritornare in campo e sfasciare tutto, di dimostrare di essere un giocatore vero?
Alessio cosa fai? E’ questa la domanda che tutti ci poniamo, come si vive a Madrid da separato in casa e cosa provi ad essere spettatore non pagante di una squadra che non è mai stata tua? Come inganni il tempo nella solare Madrid, in attesa di superare le prossime visite mediche tentando un colpo di fortuna?

Cerci si dedica ad attività straordinariamente normali. Qualcuno lascia andare i freni inibitori del cuore ed esplode in un Ti voglio bene Cerci, come si dichiara bene incondizionato ai propri eroi della televisione o al compagno di scuola che t’allunga sempre le risposte di geometria, mentre altri si rammaricano fortemente di non poter seguire col dito l’ampia falcata di ale.cerci11 con indosso la maglia della propria squadra.

Nella vita di Cerci sembra esser presente un indicatore di felicità che si riempie dei suoi gol, delle sue giocate e dell’affetto dei tifosi fino a un punto limite. Raggiunto quel punto deve assolutamente accadere qualcosa affinchè questo indicatore si svuoti completamente, e come spiega Simone Donati, “Nel mondo di Cerci, gli unici tifosi con cui non si litiga, sono quelli del Barcellona.
Cerci trascorre buona parte del tempo in compagnia di sua moglie che gli dà una mano a tenersi in forma in vista del prossimo rientro. È entrato in una sorta di varco normalizzatore e la sua mistica aura da calciatore professionista è rimasta intrappolata fuori; adesso rassomiglia molto più a un giovane ragazzotto che decide di girare il mondo.

Ma nel Giro del Mondo in Ottanta Prestiti, quale è la prossima destinazione da spuntare sul planetario?
Il suo cane legge il CdS che titola Lazio che bellezza! ed evoca il trasferimento sfiorato in estate, il suo approdo alla Lazio saltato forse per la traballante condizione del ginocchio. Cerci, originario di Valmontone e formatosi nel reparto giovanile dell’AS Roma, per poco non è finito in quella ristrettissima cerchia di giocatori che hanno giocato con entrambe le squadre della capitale, rischiando di interrompere una striscia positiva di non tesseramenti che va avanti da un po’.

Ma Alessio è un giocatore tutto cuore e fantasia, che non dimentica certo il passato anche remoto come i tempi in maglia nerazzurra a Pisa, agli ordini di Giampiero Ventura, o i cinque mesi a Genova sponda rossoblu, fianco a fianco con un’altra nostra leggenda Instagram come Armando Izzo. Evocare il passato per rasserenare il futuro, un osguardo fisso alle difficoltà superate e a quello che sei stato, l’unico modo che alcuni giocatori conoscono per rilanciarsi: puntare un porto sicuro.

Ma oggi è un altro giorno e grazie al supporto di sofisticatissime apparecchiature elettroniche siamo in grado di ricostruire come Ale stia preparando il rientro in campo: alla fine di questo percorso guidato riusciremo a svelare in netto anticipo su tutti la prossima, entusiasmante tappa della carriera di Ale Cerci 11.

Primo indizio: il passaporto

Chi segue Ale su Instagram lo sa già da tantissimo tempo: Cerci ha smarrito il suo passaporto e ha avviato una campagna di ricerca direttamente dal Direct del suo profilo Instagram, attraverso un messaggio poi auto-distruttosi e perso per sempre nei meandri dell’Internet, che diceva più o meno Ho smarrito il mio passaporto, se lo ritrovate sapete dove contattarmi. In molti si saranno posti le più classiche domande come: che senso ha scrivere un messaggio in Italiano se lui è in Spagna ad allenarsi? Quanta gente gli avrà scritto per dirgli di aver trovato il suo passaporto? Se sul passaporto c’è scritto già Cerci fuori, cosa ci sarà scritto dentro?
Tutti a piedi uniti nel grosso tranello di Alessio, che ha poi rassicurato i fan con la foto che trovate qui sopra ma che ha fornito sopratutto un grosso indizio a noi investigatori, in merito sulla futura destinazione: per raggiungerla serve il passaporto! Via dal vecchio e fatiscente continente e già a sfogliare la margherita delle destinazioni gradite.

Secondo indizio: un panorama

Sole che tramonta alle spalle di una città che non assomiglia tantissimo a una metropoli new age coi tetti altissimi e pieni di luci. Sembra di essere ancora in Europa ma siamo certi che questa foto sia stata scattata in una precedente vacanza trascorsa proprio nella fantomatica “Prossima destinazione“. Le gambe bagnate, un asciugamano annodato alla vita e una città che ad un certo punto sembra scomparire dietro a un grosso muro di cinta, un’immensa muraglia che la circonda. Muraglia, passaporto, i pezzi si muovono.

Terzo indizio: la musica

Imbottigliato nel traffico, Cerci alza la temperatura con Blackheart da Skyworld, un vecchio album dei TSFH. Musiche che definiremmo sacre, da utilizzare come colonna sonora della vita di uomini che hanno cambiato la storia del Mondo e che ogni giorno combattono una battaglia per rimanere in vita, perchè senza la guerra sarebbero nulla. Si fondono Braveheart, i titoli di coda di un qualsiasi Metal Gear Solid, Gengis Khan e la corsa al caffè pomeridiano delle 14 e 30 nel traffico di Madrid. Alessio sta lottando a ogni ora del giorno, sta tornando ancora una volta sulle note del duo californiano che lo scorta durante tutta la giornata e la redenzione, adesso più che mai, è un processo da vivere per gradi. Prima bisogna ritrovare le motivazioni per affrontare il traffico, poi serviranno quelle per mettere a sedere un’intera difesa.

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Pazzesco. Basta un clic e sono nel salotto di casa Cerci a guardare un piccolo albero di Natale poggiato su un mobile. Quindici anni fa servivano i giornalisti di Chi che si facevan spazio in casa Buffon armati di macchina fotografica e riflettori per poter scoprire come si trascorreva il Natale, oggi è direttamente il mio idolo che me lo comunica sul telefono. I paparazzi stanno lentamente morendo crivellati a colpi di aggiornamento dell’App Store, oggi non serve nemmeno inseguire i presonaggi famosi perché sono loro a servirsi su un piatto d’argento.

Quarto indizio: l’impegno

Impegno fatica e sudore per ritornare al top della forma. Corre Alessio su quel tapis-roulant e sembra di veder dimezzarsi le massicce gambe imbottite di estate e vacanze. Quando corri troppo forte fino a spingerti oltre ogni tuo limite, fino a toccare il bordo della tua stessa esistenza (che sia questa calcistica o meno) puoi solo sporgerti dalla balaustra di te stesso e ammirare il baratro: continuare a correre vuol dire tirarti fuori dai guai.
Sembra di essere in una traccia di Sfera Ebbasta invece è solo Alessio Cerci alle porte della campagna acquisti invernale.

Indizio finale: la prova inconfutabile

Pugno + Bicipite + Fuoco + Calcio
Cerci ha scritto Margot sulle scarpe. Ha chiuso così questa storia, dettando l’indizio finale e lasciandoselo incidere sulle scarpe.

Ciao, dimmi come sto, mi rispondi “non lo so” perché sai già che tornerò.

Prendetevi qualche secondo per pensare, prima di proseguire con la soluzione. Lampante e sotto gli occhi di tutti: Alessio Cerci rimarrà a Madrid e guiderà la cavalcata della banda Simeone nella UEFA Champions League, col nuovissimo modulo a tre ali rovesciate messo a punto per spiazzare l’Europa intera. Il Cholo aveva bisogno di un uomo pronto a tutto, un kamikaze del pallone, un giocatore senza più nulla da perdere e Alessio Cerci ha pensato di ripagare la fiducia dell’allenatore argentino nel migliore dei modi. L’Atletico Madrid si laureerà Campione d’Europa a fine anno, 3 gol e 7 assist di Ale nelle partite rimaste, in barba a chi sfogliando il suo Direct ha pensato a Los Angeles per via del passaporto e dei Two Steps From Hell. Adelante, Alessio.

Massimiliano Chirico

Massimiliano Chirico

Massimiliano Chirico (1993) è un abilissimo attore: riesce perfettamente nell’intento di fingere di essere uno studente universitario, il cameriere di un bar, il morboso appassionato del pallone che rotola nonché il malvagio imperatore del Fiffa Inda Street, torneo di calcio 3vs3 su asfalto.
Massimiliano Chirico
Massimiliano Chirico

Massimiliano Chirico (1993) è un abilissimo attore: riesce perfettamente nell’intento di fingere di essere uno studente universitario, il cameriere di un bar, il morboso appassionato del pallone che rotola nonché il malvagio imperatore del Fiffa Inda Street, torneo di calcio 3vs3 su asfalto.