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Americanate, NBA

Quench my thirst with Gasol in

di Marco Antonio Munno

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Memphis non avrà mai avuto una rosa in grado di farle raggiungere le finali NBA, ma con il suo stile riconoscibile, con il suo Grit and Grind (che identifica l’idea di difesa, lotta sportiva, grinta e orgoglio) si può dire che abbia comunque lasciato un segno importante negli ultimi 6 anni della Western Conference.

Tuttavia il peso delle primavere che avanzano è sempre più gravoso per il nucleo storico, e porta con sé sempre più frequenti problemi fisici per i suoi alfieri principali: Zach Randolph, Tony Allen, Mike Conley e Marc Gasol.

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Il nucleo dell’identità Grit and Grind, distintivo nell’ultimo lustro di NBA

Proprio la situazione di quest’ultimo ragazzo rappresenta lo specchio del mancato ricambio: rinnovo contrattuale oneroso per uno dei migliori tre centri della Lega, tuttavia 31enne. Il quale, purtroppo, ha chiuso in anticipo la stagione 2015/2016, saltando anche le Olimpiadi nel probabile ultimo assalto della superba “Generacion De Oro” spagnola agli USA, per una frattura al piede destro. Eppure in casa Grizzlies è sempre anteposta la fedeltà ai propri lottatori: giunge quindi il rinnovo faraonico, questa estate, per Mike Conley, che diventa addirittura il giocatore più pagato dell’intera Lega prendendosi una grossa fetta di tetto salariale.

Inoltre, nonostante la retrocessione a sesto uomo di Z-Bo, l’unica aggiunta di rilievo sul mercato è Chandler Parsons, anch’egli in riabilitazione da problemi fisici ereditati dalla scorsa stagione.

One hundred plus through blue and white

Insomma, come ogni anno le premesse son le stesse: gruppo più anziano, nessun rinnovamento, è l’inizio della fine.
E anche l’esordio in stagione è costante: partenza così così, infortuni a catena (Parsons non ha quasi ancora toccato campo, Randolph è stato fuori per un lutto familiare, Conley si è fermato il 29 novembre e ne avrà ancora per 4-6 settimane). Inoltre, chissà se Marc tornerà quello di un tempo, fratture ai piedi son state spesso decisive per la fine delle ambizioni di giocatori di quel tonnellaggio, che del piede perno fanno un’arte.

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Ma come ogni anno: ci sbagliavamo.
Queste situazioni incredibilmente danno da sempre forza alla truppa dei Grizzlies: meno e meno integri fisicamente sono, più compatti e difficili da battere si ritrovano. Ad un certo punto, con soli 9 giocatori andati in giro nella settimana dell’indisponibilità contemporanea di Conley, Parsons, Vince Carter, Ennis, Wright e Randolph.
C’è sempre una riserva ulteriore di vita in quel di Memphis: e, fra i Nasty Nine (come il nuovo coach Fizdale ha soprannominato il gruppo dei reduci), il faro incontrastato è proprio Marc Gasol.

White-knuckle tight

Nell’eterno confronto con il fratello Pau, nell’Olimpiade di questa estate il maggiore dei Gasol aveva tirato fuori una nuova arma nel suo arsenale; affinata nel tempo, grazie alla linea da 3 punti più vicina in ambito FIBA, il “filosofo” fra i due consanguinei ha mostrato un tiro da cecchino da sfruttare nei pick’n’pop anche dietro l’arco, con punta di diamante il 5/5 da 3 punti contro la Lituania nel rematch della finale dello scorso Europeo.

Allora anche Marc, in questa stagione, ha mostrato miglioramenti nel suo gioco offensivo già d’elite assoluta fra i lunghi NBA, proprio nel tiro pesante.

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Stessi genitori, stesso ruolo, successo in NBA per entrambi: il confronto fra i due fratelli è inevitabile

Sinora, il minore dei Gasol aveva tentato solo 66 triple nelle sue prime 8 stagioni NBA (12 a bersaglio, con il 18,2%): invece, nelle sue prime 24 partite del 2016-17  ha già superato la quota arrivando a 87, mettendone a segno 38 con una percentuale superba del 43,7%.

Pau, specializzato in un sistema offensivo di eccellenza come quello degli Spurs, alla prima stagione con gli speroni nel fondamentale è al 46,7%: percentuale eccezionale, ma il fratello “più artista” (come anni fa lo definì il coach di entrambi nelle Furie Rosse, Sergio Scariolo) è vicinissimo pur essendo storicamente quello dei due piú bravo in difesa.

Take the corner

La novitá è stata d’impatto per l’intera Lega: Marc ha sempre rappresentato offensivamente un maestro nei movimenti spalle a canestro, un playmaker aggiunto nei post (dando reminiscenze del leggendario capostipite Sabonis) ma questa opzione non è mai stata troppo contemplata dalle difese avversarie.

Le potenzialità a Memphis invece le avevano ben presenti; ad esempio nello scontro coi Los Angeles Clippers, nei piani altissimi della Conference, la vittoria fuori casa arriva in questo modo:

1

Il gioco disegnato da coach Fizdale prevede prima un finto blocco per provocare cambio difensivo e liberare Conley dalla marcatura dell’arcigno Chris Paul

2

Liberato Mike, l’area viene sgombrata dalla presenza di Marc Gasol per favorire la penetrazione

3

DeAndre Jordan deve fare una scelta: va a chiudere Conley lasciando libero l’insospettato Gasol in angolo

passaggio e… canestro!

Burning hard, loose and clean

Una delle caratteristiche per cui è sempre stato rinomato Marc è la tempra caratteriale.
Diceva Ricky Rubio, compagno nella nazionale spagnola: “Marc, se è arrabbiato, è uno di quelli che te lo fa capire”.

Questa è stata la caratteristica che, insieme alla capacità di leggere il gioco in anticipo, lo ha reso un’ancora difensiva per i Grizzlies (Defensive Player of the Year nel 2012/2013); per questa tempra lo potremmo associare a Conor McGregor, il campione delle arti marziali miste alla cui Money Walk si è ispirato per festeggiare le triple decisive:

D’altronde il campo non è l’unica occasione in cui si fa valere il cuore e la passione di Marc; fatto che la Lega non certo ignora, e che giustamente non merita di passare inosservata:

Give me fire

La percentuale di Gasol dalla distanza non mente, con le bombe decisive (la seguente, del 05/12, firma il pareggio e manda al supplementare la partita fra Memphis e New Orleans) il Grizzly catalano ci ha preso gusto:

Per non farsi mancare nulla, anche la finta di corpo nonostante una marcatura su di lui stavolta spietata

Insomma, il ragazzo pare sia on fire

Sicuri non si tratti di Steph Curry travestito?

Tanto on fire che spesso la fortuna si mette di mezzo per aiutarlo.

Dicevano i saggi che gli audaci sono aiutati…

On I burn!!!

Marco Antonio Munno

Rimbalzo di Gregor Fucka, Jason Kidd guida la transizione, a rimorchio Chris Paul, scarico per Cassano e assist per Montella che realizza.
Mourinho applaude.

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Marco Antonio Munno

Rimbalzo di Gregor Fucka, Jason Kidd guida la transizione, a rimorchio Chris Paul, scarico per Cassano e assist per Montella che realizza. Mourinho applaude.