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Una carriera poco romantica

di Crampi Sportivi

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La scena vuole essere commovente e generare una banalissima retorica. Siamo al 90’ della 14esima giornata del campionato argentino, il Boca Juniors sta vincendo per 4-1 sul Colon, trascinato dai gol e dagli assist di Tevez. L’Apache viene sostituito e un tifose decide di fare invasione di campo per inginocchiarsi in lacrime di fronte al suo idolo, implorandolo di restare.

Anche Tevez scoppia in lacrime e saluta la Bombonera che lo acclama come un grande eroe e benedice infine la sua prossima avventura con indosso la maglia dei Blue Devils dello Shanghai Shenhua nella Chinese Super League.

Le immagini fanno il giro del mondo alla velocità della luce attraverso il web, e subito parte la tarantella dei luoghi comuni. “Tevez perché te ne sei andato?”, “Doveva concludere li la carriera e invece ha accettato i soldi dei cinesi… traditore”, “Eh ma vorrei vedere voi se vi offrissero mille mila milioni”. La visione del calcio romantico voleva che Tevez, l’eroe del popolo, concludesse la sua carriera alla Bombonera con la maglia del Boca Juniors, la squadra che lo ha lanciato nel professionismo; invece, l’Apache ha accettato l’offerta orientale di un gigantesco colosso che si affaccia al grande calcio e viene visto con timore e paura. Sentimenti perlopiù ingiustificati dettati da preconcetti di quindici anni fa, e da ignoranza rispetto alla radicale evoluzione, sia calcistica che economica, della Cina.

Oggi il calcio per l’Oriente non rappresenta un capriccio come molti immaginano, ma è un raffinato strumento di politica soft power, che ha lo scopo di aprire i rapporti diplomatici fra Paesi e creare flussi bilaterali e investimenti reciproci, cosa che l’Italia ha iniziato realizzare molto tardi rispetto ad altri Paesi europei.

Ponendoci nell’ottica di una visione stereotipata nella quale la Cina gioca il ruolo di “cattivo”, la riflessione che si offre ai nostri occhi è la stessa che ha turbato la serenità della critica calcistica benpensante: perché Tevez ha deciso di cambiare allineamento e di rinunciare all’amore del proprio popolo? Anche nel caso dell’Apache, l’immaginario delle risposte collettive è molto confuso.

A dirla tutta, infatti, questa scelta è in perfetta linea con la carriera di Tevez, antieroe per eccellenza. Come vedremo, la carriera dell’argentino non ha nulla di sufficientemente romantico da giustificare lo stupore generale per la sua ultima mossa: piuttosto si è preferito immaginare una favola attorno a lui che sbiadisse i contorni di un certo professionismo sportivo, legato a speculazioni economiche, che ha invero caratterizzato quasi tutta la sua carriera.

Il primo caso di TPO in Europa

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Siamo nell’estate del 2006, alla chiusura del mercato. Gli ultimi botti vedono protagonista il West Ham, che in un solo colpo si aggiudica le prestazioni di due grandi talenti del calcio argentino, nientemeno che Tevez e Mascherano, protagonisti del Mondiale tedesco poche settimane prima. Il fatto suscita clamore, dato che un piccolo club ha ingaggiato due top player, e infatti la trattativa nasconde molti lati oscuri, brillantemente raccontati da Pippo Russo nel suo libro “Gol di Rapina”, perché da quel momento il calcio cambia radicalmente volto, e viene sancito anche in Europa il passaggio di poteri dai club agli agenti.

I due giocatori si sono trasferiti dal Corinthians al West Ham, ma non con la formula dell’acquisto a titolo definitivo e nemmeno in prestito. In realtà sono stati parcheggiati a Londra dal fondo che detiene percentuali del loro cartellino, ovvero la Media Sports Investments. La MSI ha sede nelle Isole Vergini Britanniche e Kia Joorbachian, attuale agente di Tevez, ne è il rappresentante, mentre i finanziatori sono tre affaristi russi: Roman Abramovich, Boris Berezovsky e il georgiano Badri Patarkatsishvili.

Nel gennaio del 2005, Tevez lascia per la prima volta la Bombonera per trasferirsi al Corinthians, alla cifra record di 15 milioni di euro. Non è l’unico colpo ad effetto dei brasiliani, dato che quell’anno arrivano anche Carlos Alberto dal Porto per 10 milioni, mentre nella stagione successiva è la volta di Mascherano dal River Plate (costo dell’operazione, 10 milioni) e Nilmar dall’Olympique Lione. Le faraoniche campagne acquisti, dirette da Kia Joorabchian con l’aiuto dell’agente brasiliano Giuliano Bertolucci, sorgono dall’accordo che il presidente del Corinthians Alberto Dualib ha firmato con la MSI.

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Il Timão all’epoca navigava in una situazione economica disastrosa, tanto che il fondo di Kia riuscì ad accaparrarsi il 51% dei proventi del club nel successivo decennio, versando nelle casse del Corinthians solo 35 milioni di euro, di cui 20 furono utilizzati per appianare il debito. In sostanza, il club che fu della Democracia Corinthiana fu acquistato da un fondo speculativo per soli 3.5 milioni di euro all’anno.

Nonostante l’allestimento di un super Corinthians, almeno sulla carta, i risultati stentano ad arrivare e l’allenatore Tite fu esonerato dopo aver perso il derby contro il San Paolo per 1-0. Al suo posto si insedia Vanderlei Luxemburgo, uomo che pare non andasse a genio al presidente Dualib. La situazione si incrinò ben presto, anche a causa del fatto che le autorità brasiliane stavano aprendo un indagine sulla MSI e sulle numerose transazioni effettuate attraverso reti off shore.

Un po’ triste, in quel periodo, il destino della squadra che fu del dottor Socrates,  finita al centro di sospetti di riciclaggio di denaro (nel 2007 fu persino diramato un mandato di cattura internazionale per Joorabchian da parte dell’Interpol) e poi precipitata in Serie B dopo che la MSI uscì di scena, costringendo il Timão a ripartire da una situazione economica difficile, e a vendere a prezzo di saldo tutti i suoi migliori talenti.

Tevez a Manchester

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Il passaggio dell’Apache dal Corinthians al West Ham non fu casuale, in quanto il piano di Kia Joorabchian pare fosse quello di tentare la scalata agli Hammers divenendone il proprietario, portandosi in dote due giocatori di caratura internazionale. Per la squadra londinese la stagione è un vero e proprio inferno: Mascherano a gennaio si trasferisce al Liverpool, mentre Tevez rimane fino alla fine, fino alla salvezza raggiunta all’ultimo respiro, contornata da numerose polemiche sul metodo di approdo dei due argentini nel calcio inglese.

Nonostante il mandato di cattura internazionale, Kia Joorabchian continua ad agire liberamente nel calcio inglese: nell’estate del 2007 fa in modo che Tevez approdi in un top club degno del suo talento, alla corte del Manchester United di Sir Alex Fergusoon. Analizzando i dati che ci fornisce transfermarkt, notiamo che il giocatore passa in prestito dagli Hammers ai Red Devils per due anni. Non si tratta di un prestito gratuito, questi è estremamente salato e costa la bellezza di 12.7 milioni di euro, ma i soldi non finiscono certamente nelle casse del West Ham, dato che l’Apache è ancora di proprietà della MSI di Kia Joorabchian.

Nel luglio del 2009, sempre transfermarkt ci conferma che il giocatore passa dal West Ham al Manchester City per 29 milioni di euro (anche se, secondo quanto riportato sempre da Pippo Russo, il costo dell’operazione avrebbe superato i 40 milioni), ma anche in questo caso avrete ben compreso che i Citizens hanno pagato quella cifra alla MSI di Kia. Da Rosso a Blu, questo passaggio non va proprio giù ai tifosi dello United, e nel gennaio del 2010 è derby nella semifinale della Coppa di Lega, con Tevez che segna il gol decisivo all’andata e sbeffeggia ex tifosi ed ex compagni di squadra.

Dopo due anni senza alcun trasferimento, l’occasione per una nuova avventura si presenta durante una partita di Champions League, quando Tevez rifiuta l’ordine di Roberto Mancini di entrare in campo nel secondo tempo contro il Bayern Monaco. Fra il tecnico jesino e l’apache il rapporto può considerarsi finito e nel gennaio del 2012 l’argentino, dopo essere stato messo fuori rosa, è pronto ad approdare in Italia alla corte del Milan.

Nella foto sottostante vengono ritratti Tevez, Kia e un sorridente Galliani, in un ristorante di Rio de Janeiro a parlare di mercato, ma alla fine l’ad milanista rimarrà a mani vuote (più un Pato in infermeria e uno scudetto perso nelle ultime giornate).

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Dalla Juve al Boca: il finale (a tempo) che tutti volevano

Per il trasferimento definitivo di Tevez in Italia bisogna infatti aspettare il 2013, quando si concretizza il passaggio alla Juventus per 9 milioni di euro, un prezzo molto basso dato che l’argentino sarebbe andato in scadenza di contratto al termine della stagione. Il Milan non ha più alcuna speranza di insidiarsi nella trattativa, ma Kia Joorabchian riesce comunque a piazzare un proprio assistito al Milan, ovvero Taarabt, che in Italia vive i migliori mesi della sua carriera per poi tornare nel totale anonimato.

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Al termine del 2014-15, dopo aver vinto due campionati di Serie A con la Juventus e giocato una finale di Champions League, per Tevez è tempo di fare le valigie e tornare alla Bombonera. Proprio in quell’estate la Cina tenta per la prima volta l’argentino: secondo quanto rivelato da Sven Goran Eriksson nel novembre 2015 in un’intervista rilasciata al magazine della Fifa, lo Shanghai SIPG, prima di ingaggiare Asamoah Gyan, aveva fatto dei tentativi per Tevez e Balotelli, con offerte di ingaggio da 20 milioni di euro all’anno.

La prima, faraonica offerta orientale è stata respinta e Tevez passa dalla Juventus al Boca per 6,5 milioni. In più i bianconeri si impegnano a versare 3,5 milioni per il prestito biennale di Guido Nahuel Vadala e altri tre milioni per l’opzione di acquisto su Rodrigo Betancur Colman, Franco Sebastian Cristaldo e Adrian Andres Cubas. Nel caso di acquisto a titolo definitivo, Juve e Boca hanno già definito i prezzi di ciascun calciatore: 9,4 milioni per il riscatto di Vadala, 8,2 per Cristaldo, 9,4 per Betancur e 6,9 per Cubas.

Prezzi esorbitanti per giovani che ancora hanno molto da dimostrare, ma in quel Boca il prospetto più interessante non è nessuno dei tre giocatori sopracitati, bensì l’attaccante Jonathan Calleri, altro nome importante legato alle TPO.

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Il cartellino di Calleri è infatti di proprietà della Stellar Group, fondo di investimento inglese che fra gli altri cura gli interessi di un certo Bale. Nel gennaio del 2016, quando tutto sembrava fatto per il trasferimento in Europa, arriva la clamorosa notizia di un prestito al San Paulo. Transfermarkt ci viene in aiuto e ci dice che il passaggio non è lineare dal club argentino a quello del brasiliano.

Infatti i dati del giovane talento transitano dal Deportivo Maldonado, club di serie B uruguayana, usato dalla Stellar come deposito di giocatori per poter attuare triangolazioni di mercato, in quanto l’Uruguay è una sorta di paradiso fiscale. Di operazioni del genere ne è pregno il calcio sudamericano: attraverso il Deportivo sono giunti in Europa Estigarribia alla Juventus e Alex Sandro al Porto. Anche nella Uefa vi è una squadra utilizzata per le triangolazioni, si tratta degli svizzeri del Locarno, attraverso il quale è transitato Higuain prima di approdare al Real Madrid.

Il monopolio degli agenti in Cina

Il calcio cinese attualmente è il terreno più fertile per i super agenti e per i fondi di investimento, data la pressoché illimitata disponibilità dei club. A partire dagli anni 2000 il mercato cinese era stato quasi interamente monopolizzato dalla Europe Sports Group (ESG) di Eduardo Uram e Israel Rolim Do Carmo, come spiegato nel libro “Il sogno cinese: storia ed economia del calcio in Cina”. Il fondo gestisce gli affari di centinai di giocatori e le transazioni verso il mercato orientale erano dirette tramite l’intermediazione della Kirin Soccer di Joseph Lee, un cinese emigrato in Brasile negli anni ’80, vero e proprio Deux ex Machina delle transazioni che dal Sudamerica portano all’Asia, dall’Arabia Saudita al Giappone.

Attraverso la ESG sono giunti in Cina i vari Dario Conca (Guangzhou Evergrande e Shanghai Sipg), Ricardo Goulart (Guangzhou Evergrande), Walter Montillo e Gil (Shandong Luneng), Ivo da Rosa (Henan Jianye), Fernandinho (Chongqing Lifan) e tanti altri ancora. Il target del mercato ha cominciato a mutare nell’estate del 2015, quando alcuni club hanno cominciato a spostare le proprie attenzioni verso l’Europa, ed è in questo contesto che approdano nella Chinese Super League i vari Paulinho, Demba Ba, Asamoah Gyan, Mohammed Sissoko e Kleber.

Nel novembre dello stesso anno viene annunciata una partnership destinata a cambiare radicalmente le sorti del mercato, con la Fosun International Ltd. di Shanghai, che rileva il 20% delle quote della GestiFute di Jorge Mendes, che nel 2016 dirigerà la transazione di Jackson Martinez dall’Atletico Madrid al Guangzhou Evergrande per oltre 40 milioni di euro.

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Nel 2016 i club della Chinese Super League, nella sessione invernale, spendono più di chiunque altro, ed è in questo contesto che si riforma il duo vincente dei tempi del Corinthians e della MSI, composto da Kia Joorabchian e da Giuliano Bertolucci. Il brasiliano, dopo l’esperienza al Timão, è diventato il braccio destro del Chelsea per quanto concerne il mercato sudamericano, portando alla corte di Abramovich i vari Oscar, Ramires, William e David Luiz. Il fiuto di Giuliano negli anni precedenti lo aveva portato a concretizzare due colpi in Cina, ovvero il leggendario Elkeson (Guangzhou Evergrande e Shanghai Sipg) e Diego Tardelli (Shandong Luneng).

Kia Joorabchian diviene il consulente di mercato dello Jiangsu Suning e a Nanchino approdano gli uomini di Bertolucci, ovvero Joao Alves e Ramires, oltre alla superstar Alex Teixeira dallo Shakhtar Donetsk per 50 milioni di euro, in un’operazione finalizzata interamente da Kia Joorabchian. Quanti di questi soldi siano finiti nelle tasche dell’agente iraniano, non ci è dato sapere. Sappiamo invece che Kia si è ritagliato un ruolo importante per quanto riguarda il mercato dell’Inter, contribuendo a portare ad Appiano Gentile due suoi assistiti – João Mário e Gabigol – per una cifra vicina ai 75 milioni di euro.

La premiata ditta Kia-Giuliano sta per concretizzare due colpi galattici in Cina: il già citato Tevez, che lascia nuovamente la sua casa per approdare allo Shanghai Shenhua, con uno stipendio che si vocifera sia attorno ai 32 milioni di euro all’anno, mentre Oscar ritroverà Andrè Villas-Boas e il compagno di nazionale Hulk, dall’altra parte di Shanghai, quella delle Metal Eagles dell’International Port Group.

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Con buona pace di chi vede o ha visto nella carriera di Tevez un elemento romantico in grado di venire disatteso dal suo secondo addio al Boca, il nuovo trasferimento dell’Apache è in realtà perfettamente in linea con la direzione che alla parabola sportiva del suo assistito ha sempre dato Kia Joorabchian, di fatto uno degli uomini più influenti nel panorama mondiale del calcio.

La carriera di Tevez, piuttosto, potrebbe benissimo essere descritta da due delle massime di Deng Xiaoping, leader cinese del dopo Mao, colui che ha proiettato la Repubblica Popolare verso un’economia di libero mercato.

«Non importa se il gatto è bianco o nero, purché acchiappi i topi» / «Arricchirsi è glorioso».

Nicholas Gineprini – Diplomato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, ha già appeso il camice al chiodo. Autore del libro “Il sogno cinese: storia ed economia del calcio in Cina”, gestisce il sito blogcalciocina.altervista.org. Lavora nella cooperazione bilatera fra Italia e Cina nel mondo del calcio.

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