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La top 10 del tennis femminile nel 2016

di Davide Giulietti

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[1] La nuova numero 1 è la più perdente tra le numero 1 degli ultimi 5 anni (e forse anche di più)

Statistica piuttosto impietosa, ma senza nulla togliere all’attuale numero 1 del mondo, questo è il divario che la separa dalle precedenti regine di fine stagione:

2016, Kerber 63W-18L (78%), 3 titoli e 5 finali perse
2015, Serena Williams 53W–3L (95%), 5 titoli e 0 finali perse
2014, Serena Williams 52W–8L (87%), 7 titoli e 0 finali perse
2013, Serena Williams 78W–4L (95%), 11 titoli e 2 finali perse
2012, Azarenka 69W–10L (83%), 9 titoli e 3 finali perse

Nonostante questa bizzarra statistica, la Kerber potrebbe anche rimanere lassù. Molto dipenderà dalla capacita’ di “tenere”, di testa più che di gambe. E dalle avversarie (Serena esclusa), che al momento non sembrano attrezzate per avvicinarsi alla vetta.

Kerber vince un combattutissimo punto contro Strycova, Cincinnati, Agosto 2016.


[2] Serena, molto lentamente, ci sta lasciando

Forse è nell’ordine naturale delle cose che prima o poi il tennis femminile dovrà fare a meno di Serena. Quest’anno ha giocato meno (otto tornei contro gli 11 del 2015) e vinto meno (appena due tornei contro i cinque del 2015). Ha trovato sulla sua strada il nuovo che avanza (Kerber all’Australian Open, Muguruza a Parigi e Pliskova all’US Open), altrimenti saremmo qui a raccontare di Serena che supera il record dei 22 Slam ed eguaglia Margaret Court Smith.

Probabile che il 2017, fisico permettendo, sarà ancora più dedicato ai quattro Slam e alla ricerca di quei titoli che le mancano per arrivare in cima alla classifica delle giocatrici più vincenti di sempre.

Serena vince una prova di forza contro Pliskova, semifinali US Open, Settembre 2016.


[3] La top ten si sta svecchiando

Rispetto allo scorso anno, sono uscite dalle top ten le meno giovani Venus Williams (1980), Pennetta (1982), Sharapova ed Ivanovic (1987) in favore di Konta (1991), Pliskova (1992) e Keys (1995). Lo scorso anno c’erano anche Wozniacki e Kvitova (entrambe 1990), uscite dalle prime 10 ma ad oggi ancora nelle top 20. A sorpresa, invece, è rientrata la Kuznetzova (1985).

Johanna Konta affronta Madison Key nella semifinali dei China Open a Pechino, Ottobre 2016.


[4] C’e’ molto più equilibrio che in passato…

Nel 2015 il numero totale di vincitrici fra Slam, Premier e WTA Finals è  stato 13 (su 27 disponibili), quest’anno 18 (su 28). La giocatrici che ha vinto più tornei è stata Cibulkova (4 in tutto, pochini…), due dei quali vinti solo a fine anno (Linz e WTA Finals). La numero 1 Kerber ha vinto solo tre tornei, di cui due Slam (Australian Open e US Open).

Cibulkova a rete contro Kerber, WTA finals di Singapore, Ottobre 2016.


[5] …forse perché si gioca di più (e si perde di più)

Le top five del 2016 hanno giocato (e perso) molto di più rispetto al 2015 (il saldo e’ +65 match giocati, con una % di vittoria che cala da 76,6 a 75,8).

Top five 2015
52W/3 Williams
39W/9 Sharapova
48W/16 Halep
38W/17 Kvitova
30W/19 Ivanovic
TOT: 207W/63L (76,6%)

Top five 2016
63W/18L Kerber
38W/6L Williams
53W/18L Radwanska
45W/18L Halep
55W/21L Cibulkova
TOT: 254W/81L (75,8%)

L’impressione è che si giochi troppo, a favore di chi organizza tornei e deve fare punti, ma a scapito della qualità e del bel gioco.

Una Radwanska perplessa in attesa di riprendere il gioco interrotto per la pioggia, Parigi, Giugno 2016.


[6] Eugenie Bouchard si è persa, la Muguruza quasi

La giocatrice canadese (1994, numero 46 WTA), dopo il promettente 2014 con la finale di Wimbledon e le due semifinali al Roland Garros e Australian Open, ha perso la bussola. Nel 2016 ha giocato 24 tornei ed + uscita 14 volte tra primo e secondo turno. Nessun torneo vinto, con un bilancio 29W / 24L.

Se non fosse stato per la vittoria al Roland Garros, si potrebbe dire la stessa cosa della Muguruza (1993), che proprio grazie alla cavalcata di Parigi (2000 punti) tiene in piedi la sua classifica WTA (numero 7, 4236 punti). Per il resto, una semifinale a Cincinnati, nessun’altro torneo vinto, 35W / 20L.

Partono da posizioni in classifica WTA molto diverse, ma per entrambe il 2017 sarà un anno decisivo, per capire se dopo le scomposte prove di volo delle ultime stagioni è arrivata l’ora per il grande salto.

Bouchard “infila” Safarova con un dritto in lungo linea, Rogers Cup Montreal, Agosto 2016.


[7] Se Azarenka avesse finito il 2016…

A inizio primavera, dopo la fenomenale doppietta Miami/Indian Wells, Azarenka era arrivata al numero 5 della classifica WTA. Aveva già vinto Brisbane a gennaio e perso all’Australian Open dalla futura vincitrice Kerber. Poi è successo quel che è successo tutti contenti comprese le avversarie.

26W/3L il suo record nel 2016, congelato al Roland Garros. Impossibile non immaginare che la seconda parte di stagione sarebbe stata diversa se Vika non avesse abbandonato il circuito.

Azarenka chiude a rete un punto contro Kerber, finale Brisbane, Gennaio 2016.


[8] Quando si battono le “numeri 1”

Non succedeva dal 2010 che una giocatrice riuscisse a battere due diverse numeri 1 nello stesso anno. In quell’occasione fu Stosur a fare doppietta. A compiere l’impresa nel 2016 è stata Elina Svitolina (1994, attuale numero 14 WTA), che ha battuto Serena Williams a Rio in Agosto e Kerber a Pechino il mese successivo.

Oltre a questa impresa, Svitolina ha vinto un torneo (Kuala Lumpur) e si è issata alle semifinali delle WTA Finals B a Zhuhai, persa contro la futura vincitrice Kvitova.

Svitolina al servizio nel match vinto contro Serena Williams, torneo olimpico di Rio, Agosto 2016.


[9] Il tennis femminile italiano di vertice è in grossa difficoltà

La flessione è evidente: siamo passati dall’avere cinque giocatrici nelle prime 51 a fine 2015 (Pennetta 8, Vinci 15, Errani 20, Giorgi 35, Knapp 51) a quattro nelle prime 102 a fine 2016 (Vinci 18, Errani 49, Giorgi 83, Schiavone 102).

La vecchia guardia che segna il passo e lentamente scivola in classifica non sembra avere alle spalle ricambi in grado di sostituirla.

Le squadre nazionali di Italia e Francia prima del match di Federation Cup vinto dalle francesi 4-1 a Marsiglia, Febbraio 2016.


[10] La Puig, sorpresa e sintesi

In rete è quasi impossibile trovare video (potere dei diritti televisivi olimpici…) che possano certificare l’impresa Monica Puig (1993, numero 32 WTA), in grado di battere Muguruza, Kvitova e Kerber e vincere la medaglia d’oro a Rio 2016. Ci crediamo guardando il doloroso sorriso di Kerber, ancora incapace di realizzare l’enormita’ dell’occasione perduta (vedi sotto).

E crediamo che la sorpresa di Monica sia il segnale e la sintesi di un anno di cambiamenti finalmente percettibili, preludio di un imminente cambio generazionale fra chi ha comandato l’ultimo lustro – Serena in primis, Sharapova e Azarenka a seguire – e chi sta lottando per la nuova leadership – Kerber, Muguruza, Pliskova, Halep, Keys – ma non ancora pienamente cosciente del compito che l’aspetta.

Il podio olimpico di del torneo femminile di Rio, Agosto 2016.


P.S: Manca dalla lista la press conference di Maria Sharapova del Marzo 2016, in cui la tennista russa annunciava di aver fallito il test antidroga agli Australian Open del Gennaio precedente. Difficile dire se la stagione sarebbe stata diversa con Sharapova in campo (personalmente credo di no).
Una prima risposta a questo interrogativo l’avremo a Gennaio proprio in Australia, dove Maria tornera’ a giocare dopo un lungo anno di squalifica.

Match highlights di Williams-Sharapova, quarti di finale Australian Open, Melbourne, Gennaio 2016 

Davide Giulietti

Davide Giulietti

Riminese di nascita, un giorno ha risalito il Po per fermarsi a Torino. Crede ancora nel serve&volley e nel rovescio ad una mano (a due mani solo se e' Gattone Mecir).
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Riminese di nascita, un giorno ha risalito il Po per fermarsi a Torino. Crede ancora nel serve&volley e nel rovescio ad una mano (a due mani solo se e' Gattone Mecir).