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Serie A

La squadra assurda che avrebbe avuto il 2016 se non fosse finito

di Crampi Sportivi

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Diciamolo senza fare i buonisti, i garantisti, i simpaticoni:  il 2016 inteso come sequenza di eventi compresi tra gennaio e dicembre è stato, come minimo, controverso. Almeno a livello di buone notizie. È stato l’anno delle post-truth, dei rigori di Zaza e Pellè, delle soluzioni di mezzo e dei governi di rimpasto. Un anno avido di promesse e di segnali di una possibilità continuità virtuosa con il futuro prossimo.

Un anno da Gentiloni, di conferme e riconoscimenti ottenuti in maniera rocambolesca – anche se costituzionalmente corretta – e che però nel 2017 dovrà comunque lasciare il posto alle elezioni anticipate. Però, ecco, se domani Gentiloni approvasse a colpi di maggioranza, attraverso decreto legge straordinario, una legge per prolungare dicembre 2016 di altri 365 giorni, troverebbe un undici di giocatori per cui il 2016 è stato un’ottima annata.

La formazione titolare potrebbe schierarsi con un 4-2-2-2, con alcuni interpreti un po’ adattati alla necessità. L’allenatore non può essere che quello che ha guidato una squadra a fare 100 punti in un anno solare, Massimiliano Allegri.

 

Gigio Donnarumma

Se Donnarumma ha esordito ormai nel lontano 25 ottobre 2015, quello appeno trascorso è stato l’anno della consacrazione, dello scampato “pericolo-Scuffett” che tutti temevamo. Un anno da titolare nel Milan, in cui si è distinto prima come il più giovane convocato azzurro dal 1910, poi come il più giovane portiere della nazionale italiana, subentrando a Buffon in amichevole.

Un 17enne con 46 presenze in serie A nel 2016, ecco.

Oltre a questi record, più utili a fini statistici che altro, Donnarumma si è dimostrato un portiere vero, pronto, convincente, in grado di interpretare in maniera moderna il ruolo, sia tra i pali, sia nei momenti in cui viene chiamato in causa ad amministrare il possesso palla. Ha mostrato picchi di straordinarietà e l’ha fatto in partite importanti: con la Juventus, in campionato e in supercoppa, e nel derby con l’Inter, quando con un rilancio di mani di oltre 40 metri ha messo Bonaventura in condizione di far partire il contropiede da cui poi è scaturito il gol dell’1-0 di Suso.

Insomma, Donnarumma dovrebbe andare in motorino a giocare con gli Allievi e invece fa il grande tra i grandi. Se per caso siete competitivi e vi prende la depressione vi butto giù una liste di cose che voi potete fare e Donnarumma no.

  • puoi guidare una macchina
  • puoi accedere a un sito porno (ihihih)
  • puoi votare Gentiloni alle elezioni del 2017
  • puoi bere birra al pub
  • puoi entrare in un casino
  • puoi farti un tatuaggio
  • puoi firmarti da solo le giustificazioni a scuola

però occhio, vale solo fino a Febbraio.

Leonardo Bonucci

Se ha avuto un anno difficile a livello personale, il 2016 è l’anno in cui la temperatura mediatica intorno a Bonucci si è assestata intorno a gradi che ricordano vagamente il Sahara. Non che nelle stagioni passate non si fosse già imposto come uno dei migliori difensori del panorama continentale, ma tra l’Europeo gigantesco, l’ennesima galoppata in Champions League e l’interesse del Chelsea in estate, si può dire che il talento di Bonucci sia stato definitivamente riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Tra l’altro gli elogi erano iniziati a febbraio, quando Guardiola, dopo l’andata degli ottavi di Champions, a Torino, fece impazzire i giornali italiani con una dichiarazione: “uno dei miei giocatori preferiti…da sempre”.

Bonucci ha poi giocato un grande europeo, diventando di fatto il regista basso della nazionale, in un modo così convincente che ci ha fatto quasi dimenticare di essere orfarni di Pirlo. Il mio momento-Bonucci preferito resta il rigore battuto contro Neuer nei 90 minuti. Forse cancellato troppo in fretta dall’esito di quel quarto di finale, quel rigore è il manifesto della personalità e delle capacità tecniche del più moderno dei  difensori moderni.

Andrea Barzagli

Più che una rivelazione o una maturazione, l’anno di Barzagli è stata l’ennesima conferma della grandezza di un difensore perfetto. Magari sbocciato tardi, ma in maniera straordinariamente rigogliosa. La scorsa stagione sembrava fosse destinato a un graduale accantonamento, visto l’investimento importante che la Juve ha compiuto per portare a casa Rugani. Invece le ha giocate quasi tutte, a un livello incredibile. E per far capire la qualità della sua efficacia basta ricordare che in tutta la stagione, in campionato, ha commesso 8 falli.

Alex Sandro & Ignazio Abate

Cosa c’è di meglio per continuare il 2016 all’infinito di un veloce terzino sinistro brasiliani a turbo-propulsione? Centellinato nello scorso campionato, ha infine preso confidenza con sistema di gioco, compagni e vittorie. Quest’anno è diventato uno dei titolari inamovibili della Juventus, secondo solo a Buffon per minutaggio.

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Su Ignazio Abate il discorso è più complesso, nel senso che non essendo un campionissimo ma un onesto motorino della fascia destra, non ha mai ottenuto troppi consensi tra critica e pubblico, tanto più che la prima parte del 2016 è stata disastrosa per il Milan. Tuttavia la seconda parte non solo lo ha consacrato capitano della sua squadra dopo l’infortunio di Montolivo, ma si è anche chiusa con la vittoria in Supercoppa contro la Juventus. E quindi 1) è qui perché siamo felici per la sua riscossa, 2) è qui in rappresentanza di tutti i compagni che hanno cambiato il volto al Milan nei mesi recenti, e 3) soprattutto tocca riconoscere che una squadra di giovani, per funzionare bene, ha bisogno di veterani affidabili.

Radja Nainggolan

Il centrocampista indonesiano della Roma sembra aver raggiunto, in questo momento, la fase più alta e matura della sua carriera. Al netto di alcuni limiti palla al piede negli ultimissimi metri, è un giocatore dominante dal punto di vista fisico, che ama prendersi le responsabilità e non si nasconde mai. Non credo sia un caso che abbia deciso con i suoi gol alcune delle partite più importanti, quest’anno, penso alla vittoria col Napoli, o all’ultima in casa contro il Milan.

Insomma, la Roma ha totalizzato 86 punti nell’anno solare (seconda solo alla Juve) e in mezzo al campo il Ninja c’è stato quasi sempre.

E poi compie gli interventi difensivi più esteticamente soddisfacenti della serie A.

Marek Hamsik

La cosa che più ammorba del lustro di vittorie della Juventus in campionato – ma è qualcosa che a che fare con la retorica che riguarda i vincenti, non con la Juve in sé – è il fatto che mette continuamente in secondo piano una squadra meravigliosa come il Napoli di Sarri e un giocatore straordinario come Hamsik, che da quasi dieci anni arriva tranquillamente a quota 20 tra gol e assist insieme. Anche nel 2016 ha confermato le sue medie, con rispettivamente 9 reti e 13 passaggi decisivi.

Oggi Hamsik è terzo nella classifica marcatori con la maglia del Napoli a 105 gol. Il primo posto di Maradona è a soli 10 gol di distanza. Ci risentiamo tra un anno.

Ps. oltretutto il suo gol alla Russia durante l’Europeo di Francia è uno dei più belli del 2016 tutto.

 Dries Mertens

Ok, nella prima parte del 2016 ha faticato a trovare spazio negli esigentissimi schemi di Sarri, ma nell’ultima frazione dell’anno ha sciorinato tutto il repertorio di magie folli che un campionissimo sciorina in carriera. Al di là della marea di gol segnati in un pugno scarso di giornate, al di là del fatto di averci fatto rivedere su un campo di calcio un centravanti di 1,69 cm (neanche fossimo nel 1933), si può dire che il 2016 è stato l’anno di Mertens nella misura in cui nel 2017 si metterà a volare sul prato verde, dimostrando che stava soltanto prendendo la rincorsa.

Diego Perotti

Forse il giocatore che più di ogni altro vorrebbe che questo 2016 non finisse mai, perché è l’anno che l’ha rilanciato in maniera assoluta. Sembra aver trovato la grazia, Perotti, dopo una prima parte di carriera caratterizzata da una serie infinita di infortuni che sembrava potesse comprometterne il futuro.

Da quando è approdato alla Roma, in modo ancora più positivo che nella già ampiamente edificante parentesi genoana, Perotti è diventato un giocatore decisivo e, più in generale, dà la sensazione di aver spostato il centro gravitazionale della Roma su di sé: che giochi a sinistra, falso 9 o a destra, una delle opzioni migliori è dargli la palla. Se in nessuna stagione della sua vita ha mai raggiunto doppia cifra in termini di segnature, nel 2016 Perotti ha realizzato 9 gol e servito 16 assist. Ad maiora.

Andrea Belotti

Lui è l’uomo del momento. Un classe ’93 che guida la controrivoluzione delle punte italiane, riportando al centro la punta di peso. Quell’attaccante che magari non ha una tecnica eccellente, ma che è in grado di fare a sportellate, far salire la squadra, prendere e dare un sacco di botte, tirare molto in porta e farlo in maniera sempre efficace. Il suo gol nell’ultimo derby è un compendio di senso della posizione e forza fisica, con Rugani attaccato che non riesce a muoverlo di un centimetro.

Belotti è esploso nel momento più opportuno per esplodere, dalla seconda parte della scorsa stagione è andato  a colmare, con i suoi 24 gol in un anno, il  vuoto lasciato dagli altri centravanti italiani che si sono persi per strada.

Gonzalo Higuain

Chi se non lui? 36 gol in un campionato di serie A (in 35 presenze) nessuno ha mai fatto tanto. Ha battuto il record di Nordahl che durava da più di 60 anni. Il suo trasferimento dal Napoli alla Juventus è diventato il più caro della serie A eil quarto in assoluto nella storia del calcio.

Nonostante la vulgata reciti che alla Juventus non stia ripetendo l’ultima annata napoletana e che la squadra non abbia ancora capito come servirlo, come sfruttarne a pieno il potenziale, rimangono i numeri a renderlo indispensabile: in questa stagione ha già messo insieme 10 gol in campionato, quasi tutti pesantissimi.

La panchina

Buffon

In realtà mi sarei sentito un po’ male a non scrivere due righe su un giocatore incredibile che sta chiudendo una carriera incredibile. Perché se è vero che Donnarumma sembra sceso sulla Terra con l’intento divino di dare a Buffon il giusto avvicendamento, c’è da dire che il portiere della Juve ha giocato l’ennesima grande stagione. È stato la guida e il capitano della squadra che ha compiuto una rimonta impossibile, ha stabilito il nuovo record di imbattibilità in serie A, alzando l’asticella a 973 minuti senza prendere gol…insomma se è vero che il 2016 è stato l’anno di Donnarumma, Buffon sembra che non abbia proprio voglia di scansarsi.

Koulibaly

Forse il giocatore più rivalutato della storia. Una stagione da oggetto misterioso, un’altra da colosso della difesa del Napoli. Speriamo continui su questi livelli pure nel 2017.

Manolas

Veloce, ruvido, potente, preciso, caratterialmente imprevedibile. Il prototipo del difensore che ami proprio perché non sempre capisci cosa gli dirà di fare la testa. Ma il 90% delle volte ti sorprenderà, in senso totalmente positivo.

Chiellini

Quanti ne ha menati Chiello nel 2016 ragazzi. Un anno comunque positivo, anche se caratterizzato da infortuni a raffica.  Momento topico la doppietta realizzata contro la Sampdoria allo Juvetus Stadium.

Giaccherini

Un’ottima stagione nel Bologna e poi l’europeo da uomo simbolo del proletariato calcistico contiano. Lo stop contro il Belgio l’avrà immortalato, incorniciato e appeso in cucina.

Pjanic

Mi rendo conto che qui qualcuno potrebbe pure storcere il naso, però, giusto per dire, alla fine della scorsa stagione Pogba era il centrocampista col maggior numero di gol e assist. La Juventus l’ha venduto e ha comprato il secondo miglior centrocampista per gol e assist: Pjanic, appunto. Nell’anno solare, con tutte le pause che si prende in partita e tutti i passaggi a vuoto del caso, Pjanic ha segnato 8 volte e servito 12 assist. In cinque stagioni tra l’altro ha messo in rete 12 punizioni in serie A, praticamente tutte decisive.

Bernardeschi

Chiude un 2016 che l’ha visto un po’ in difficoltà nella prima parte – anche per il vistoso calo della Fiorentina – con una seconda parte mostruosa da Settembre a Dicembre.

Icardi

Nonostante le critiche, le dichiarazioni, gli atteggiamenti, le biografie, quanto è forte Icardi? Quanto segna, soprattutto? Risposta: solo in questo inizio di campionato  14 reti in 18 presenze. Se non ci fossero le critiche, le dichiarazioni, gli atteggiamenti, le biografie, staremmo parlando di un personaggio controverso o del migliore attaccante della Serie A tutta? Risponderà il 2017, forse.

Dybala

Paga l’infortunio che l’ha tenuto fuori un paio di mesi. Esce dal 2016 portando a casa uno scudetto da protagonista e una coppa Italia al primo anno in una grande. Si gioca il posto con le due punte titolari

Articolo a cura di Claudio Balboni

 

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